Mercatino dell’usato e buone maniere: il vademecum del commentatore!

Il mercatino dell’usato nel mondo dei villaggi di Natale in miniatura è esploso ormai da qualche anno. Le piattaforme presso le quali scovare o pubblicare annunci di pezzi usati sono molteplici. Le stesse utilizzate per qualsiasi altro oggetto venduto in rete.

Sia in Italia che all’estero, esiste uno svariato numero di gruppi facebook in cui è possibile inserire annunci di compravendita di merce usata per villaggi di Natale. Come spesso accade nei social però, una certa fetta di utenti fa un uso un po’ troppo istintivo dei “commenti”, e soprattutto irrispettoso.

La maleducazione non è di questo mondo

Che siano annunci di vendita o la semplice condivisione di un oggetto comprato con un super sconto, nessuno è obbligato a commentare in modo tale da offendere venditore o acquirente che sia. Che un prezzo possa essere giudicato troppo alto, o un acquisto possa essere visto come un pessimo affare… ci può anche stare. Ma ci sono modi e modi di dire le cose, se proprio si devono dire! Invece sempre più spesso si assistite a commenti pesanti, atti ad offendere l’autore del post, con conseguenti lunghe discussioni di basso spessore.

Dobbiamo dirlo: questo modo di esprimersi nei social è davvero triste quanto inopportuno. Ancor di più in un contesto natalizio, in cui un minimo di predisposizione alla cordialità ed al rispetto reciproco dovrebbero essere naturali. Perché dirsi amanti del Natale e offendere una persona (spesso senza nemmeno conoscerla), solo perché il prezzo del suo oggetto in vendita è giudicato troppo elevato, certamente non agevola lo spirito natalizio.

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Vademecum del commentatore

Per questo motivo, quella che segue è una proposta di riflessione in sei punti, aperta a tutti gli amici che un giorno o l’altro si ritrovano davanti ad un annuncio che attira la loro attenzione. Una sorta di “vademecum del commentatore”, da tener presente prima di commentare un annuncio.

  1. Il prezzo è soggettivo. Tutte le volte che troviamo un oggetto di nostro interesse in vendita, siamo portati a giudicarne il prezzo offerto in termini di “mercato”. Ma per quanto esista un prezzo di mercato – che è dato dalla media frequentemente richiesta per quel medesimo oggetto – occorre sempre aggiungere (o a volte sottrarre), il valore personale attribuito dal venditore. E… sorpresa, non sempre coincide con il nostro! Insomma, quello che per me può valere 50,00 €, per qualcun altro può valerne 100,00 €. Morale della favola, ognuno fa il prezzo che ritiene opportuno. 
  2. Contestare è inutile. Se ti piace l’oggetto ma non sei disposto a spendere la cifra richiesta, perché ritenuta esagerata, non devi comprarlo per forza. Puoi continuare a cercarlo altrove. Nessuno ti obbliga a contestare le scelte economiche degli altri. Contestare un prezzo non farà di te un eroe al cospetto degli altri. Anche perché, per quanto tu non lo condivida, c’è sempre qualcun altro che è ben disposto a spendere anche il doppio di quanto sia disposto a fare tu.
    Inoltre non sappiamo i motivi che inducono il venditore a stabilire un determinato prezzo. Per esempio, a suo tempo potrebbe aver acquistato l’oggetto all’estero, con l’aggiunta di esose spedizioni e tasse doganali, e magari intende recuperare l’importo speso. 
  3. Quando vendiamo invece… Tutte le volte che, viceversa, vogliamo vendere un oggetto, guarda caso siamo portati a stabilire il prezzo in base al valore che noi attribuiamo all’oggetto. E ci aspettiamo che nessuno abbia di ridire sulle nostre scelte. La favola è sempre uguale: siamo liberi di offrire il prezzo che vogliamo
  4. Gli speculatori. Mettiamoci il cuore in pace. Esistono delle persone che non hanno mai realizzato un villaggio nella loro casa, ma che comprano e rivendono l’usato per il più semplice degli scopi: il guadagno. Alcune volte possono persino tornare utili: magari ci vendono l’edificio tanto desiderato. Se non vuoi comprare da chi credi sia semplicemente uno speculatore, allora non comprare. Ma poniti anche una domanda: sei convinto che i rivenditori ufficiali dei prodotti nuovi abbiano la tua stessa passione? O pensi che facciano beneficenza? Anche loro comprano ad un prezzo e vendono al rialzo. Eppure da loro compriamo tutti senza porci il problema. 
  5. Gli acquisti degli altri. Chissà che gusto si prova a criticare chi ha effettuato un acquisto, solo perché ha speso una cifra esagerata, o perché ha acquistato un pezzo difettoso. È il caso di chi, dall’alto della propria esperienza, si sente in dovere di far notare gli altri di aver fatto un pessimo affare. E qui ritorniamo a quanto detto al punto 2: che tu non sia disposto ad offrire 50,00 € per un oggetto, non significa che io non sia disposto ad offrirne il doppio. E soprattutto non significa che io non sia felice di averlo fatto. Quindi, perché criticare? Il rischio è di passare per invidiosi e saputelli! 
  6. Sii positivo ed evita l’evitabile. In conclusione, prima di commentare un annuncio di vendita, la condivisione di un acquisto o un post di ricerca oggetti, chiediamoci se ciò che stiamo per scrivere sia così altamente necessario. Se così non è, evitiamo. Perché stiamo per renderci ridicoli.

Per adesso è tutto… buon villaggio a tutti!

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